
Ferruccio Bottan, il vigile del fuoco di Littoria
Ferruccio Bottan aveva mani capaci di fare molte cose. Sapevano lavorare il legno, costruire mobili, usare gli attrezzi del carpentiere e dell’ebanista. Ma quelle stesse mani sapevano anche diventare leggere quando prendevano una tromba, una fisarmonica o un mandolino. Quando nel 1932 arriva dal Veneto nell’Agro Pontino insieme alla sua numerosa famiglia, porta con sé tutto quello che ha imparato nel paese d’origine. Davanti trova una terra ancora da costruire e una città che sta per nascere. E Ferruccio, a modo suo, contribuirà a farla crescere. Artigiano, musicista, volontario dei Vigili del Fuoco, sarà soprattutto un uomo profondamente legato alla famiglia e alla comunità. Una di quelle persone che non finiscono nei libri di storia, ma che la storia l’hanno vissuta e, qualche volta, l’hanno fatta con le proprie mani.



