Sebastiano Maulucci, il cronista che raccontava Latina senza peli sulla lingua

Sebastiano Maulucci, il cronista che raccontava Latina senza peli sulla lingua

Ci sono sogni che ti accompagnano per tutta la vita. A volte rimangono chiusi in un cassetto, altre volte trovano la strada per diventare realtà. Quello di Sebastiano Maulucci era diventare giornalista. Eppure il destino sembrava avergli riservato tutt’altra strada. Rimasto orfano di padre da bambino, cresciuto lontano dalla madre e diplomatosi ragioniere, aveva trovato un impiego sicuro all’Istituto Nazionale Fascista della Previdenza Sociale. Ma la passione per il giornalismo non lo aveva mai abbandonato. Soltanto dopo la Seconda guerra mondiale sarebbe riuscito a realizzare quel sogno, diventando uno dei primi cronisti di Latina. Vi racconto la sua storia.

Giulio Furlan, il mobiliere che arrivò a Littoria in bicicletta

Giulio Furlan, il mobiliere che arrivò a Littoria in bicicletta

Sei giorni in bicicletta, da Monselice fino all’Agro Pontino. Centinaia di chilometri con una piccola valigia di cartone e gli attrezzi del mestiere. Giulio Furlan aveva ventitré anni quando lasciò il Veneto per cercare fortuna in una terra che stava cambiando volto. Era carpentiere e falegname. A differenza dei coloni veneti che arrivavano in treno, non aveva un podere assegnato né una casa ad aspettarlo. Soltanto le sue mani, la voglia di lavorare e la speranza di costruirsi un futuro. E Littoria non era stata ancora inaugurata.

Alessandro Bavari, il visionario di Latina che ha lavorato con il regista di Blade Runner

Alessandro Bavari, il visionario di Latina che ha lavorato con il regista di Blade Runner

A volte bisogna andare lontano da Latina per scoprire quanto siano conosciuti alcuni dei suoi figli. È il caso di Alessandro Bavari, un artista che ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti internazionali, arrivando persino a collaborare con il celebre regista Ridley Scott. Eppure, nella città in cui è nato, il suo nome non è familiare a tutti. Fin da bambino dimostra un talento fuori dal comune e, crescendo, sperimenta diverse forme d’arte, dal disegno alla musica, dalla fotografia alle nuove tecnologie. Le sue opere vengono esposte in tutto il mondo, ma il suo legame con Latina rimane forte. Di lui mi aveva parlato tempo fa il fotografo Tonino Mirabella. Poi, quasi per caso, l’ho incontrato in un paio di occasioni. Ci siamo scambiati i contatti e qualche giorno fa ci siamo ritrovati per ripercorrere insieme la sua vita.

Renato Lovato, dai tortellini Rana a un gigante della logistica italiana

Renato Lovato, dai tortellini Rana a un gigante della logistica italiana

Questa è la storia di un ragazzo nato a Latina subito dopo la guerra, figlio di agricoltori arrivati dal Veneto negli anni Trenta. Renato Lovato, però, non vuole seguire le orme del padre. Ha altri progetti per il proprio futuro. Studia, si diploma e per un periodo insegna persino nell’istituto che aveva frequentato. Poi arriva l’amore e, quasi per caso, si ritrova a viaggiare ogni settimana per caricare tortellini da distribuire nei negozi di Latina. È l’inizio di un’avventura imprenditoriale che lo porterà molto lontano. Oggi la sua azienda conta diciotto piattaforme logistiche in tutta Italia e si avvale di 1.900 collaboratori. Ma questa volta c’è una particolarità: Renato non sa che sto per raccontare la sua storia. Ho incontrato suo figlio Luca, che ha voluto fargli una sorpresa speciale per i suoi ottant’anni.